Quel cane a "gambe corte" tanto simpatico quanto utile, grande lavoratore e "profondo escavatore", anche in giardino scava buche profonde diverse decine di centimetri... Sicuramente caccia con la stessa avidità, seguendo ogni lieve traccia lasciata dagli animali selvatici.
Duttile, malleabile, facilmente addestrabile ad ogni attività venatoria quali: tane con volpi e tassi, traccia di sangue per il recupero di animali feriti, girata per la caccia agli ungulati, riporto da acque anche profonde e " Dulcis in fundo " caccia egregiamente conigli e lepri.
Proprio di quest'ultima specialità vorremmo parlare in queste righe.
Il nostro "segugio a gambe corte" dall'olfatto finissimo e dal carattere forte e schietto può essere utilizzato con successo nella caccia alla lepre, sapendo reperire anche il più piccolo effluvio lasciato dal selvatico durante la pastura notturna, e senza nulla invidiare ad un "grande" segugio, sa districare la matassa di tracce lasciata sul terreno dalla lepre, per seguire così l'ultima, fresca di rimessa, che è la più difficile da leggere, dato che la furba lepre, prima di andare al covo esegue tre o quatro salti lunghi per disperdere il suo odore nella zona circostante, e spesso riesce nell'intento.
Solo un cane di grande naso ed intelligenza riesce a portare il cacciatore al covo di stazionamento diurno, detto " cuccio " in dialetto che deriva da "accucciarsi", proprio come fa la lepre quando dorme di giorno.
Il nostro piccolo cane raccoglierà tutte le particelle odorose lagliate dal selvatico sul terreno e sulle erbe della zona, dando di tanto in tanto un
abbaio, che in gergo si chiama " colpo di voce ", per segnalci che è sulla buona strada.
L'accostamento al covo, di solito, è preceduto da abbai più frequenti e "lavoro di coda" più frenetico, tutto il corpo si muove freneticamente, l'eccitazione è al massimo quando è in prossimità del selvatico, che incalzato si metterà in piedi per una rapida fuga. Così il nostro bassotto cambierà marcia e voce e con insistente cadenza inizierà un inseguimento in gran carriera.
La seguita è il momento in cui l'adrenalina di cane e cacciatore è al massimo, così anche la concentrazione, la lepre spesso riesce a staccare l'inseguitore per qualche centinaio di metri poi, rallenta la sua corsa per capire le intenzioni del cane, che non la mollerà seguendo la traccia lasciata nella vegetazione. A gran voce raggiungerà il selvatico che riprenderà la fuga.
E' in questa fase che il cacciatore cercherà di tagliare la strada all'orecchiona aiutato dfall'abbaio del cane, che ne indicherà il tragitto
anche nelle zone dove è impossibile seguire la lepre a vista perchè la vegetazione lo impedice. La fucilata ben data premierà la bella azione del nostro piccolo-grande cane!
Eccolo ora arrivare trafelato dal duro lavoro e abboccare la lepre, spesso al collo, come farebbe con una volpe in tana, e tentare di trascinarla come per riportare, con l'espressione fiera che gli compete.
La deduzione che ne segue è che questo cagnetto duttile, di naso fino può essere utilizzato su tutti i terreni, anche in zone limitrofe a centri abitati e strade perchè la sua scarsa velocità, data la sua struttura fisica,lo porta ad essere molto collegato al padrone, la sua intellegenza lo rende molto addestrabile ai comandi, così non recherà disturbo alla selvaggina di altre specie, eventulmente presente nella parcella ove si opera.
Lo si può consigliare così in quei territori di caccia in cui non può essere utilizzato il segugio a gambe lunghe e veloci seguite, portano i cani a rischio di contravvenzioni andando ad invadere zone in cui la caccia e vietata, o non consentita, quali zone di ripopolamento, riserve, oasi di protezione ecc.
Si consiglierà così l'utilizzo del bassotto in piccole parcelle, dove non si vuole arrecare disturbo biologico, ed il cacciatore sarà sicuro !
E ... " in bocca al lupo !"
Questo articolo è stato scritto a quattro mani da Franco Nironi ed Erminia Mancuso.