Sulle orme della volpe...

 
 
 
 
 
 
 


Cadono i primi fiocchi di neve ed il "Grande libro delle orme" verra scritto anche quest'anno...
Migliaia di zampette lasceranno i segni del loro passaggio e della loro presenza, talvolta nei luoghi più disparati. Ogniuno con la "calligrafia" che ne contraddistingue la specie, di modo che noi abitanti dei boschi si possa riconoscerne la presenza.
Fra le tante calligrafie che possiamo trovare sul candido manto nevoso ne esiste una che ci fa provare un "tonfo al cuore" ogni volta che la si riconosce ... è il piedino della volpe.
Da innumerevoli anni si esercita quest'arte venatoria, nell'Appennino emiliano ancor prima che nelle pianure emiliane cercando di fermarne la dilagante espansione della specie.
L' "invasione" della volpe su tutto il territorio nazionale, città comprese, è da attribuirsi al cattivo controllo della specie da parte dei cacciatori ed agevolata da leggi favorevoli, fino ad ora, ad una riproduzione incontrollata della stessa. Per fortuna da oggi la nuova normativa contempla la necessità di effettuare censimenti della popolazione, e la constatazione dell'eventuale sovrannumero, si è tornati agli abbattimenti selettivi, con la formazione di squadre abilitate (composte da selecontrollori,da tecnici e da cani abilitati in prove di lavoro E.N.C.I.).
Ma torniamo alla nostra orma sulla neve... l'esaltazione è grande nel vedere le impronte delle quattro zampette tutte "in linea" della volpe seguire quelle della lepre nel sentiero del bosco.
Sentiero che porta al prato, sul cui manto troviamo una miriade d' impronte. Quelle del gatto domestico, che ci possono confondere, come quelle del cagnolino del vicino casolare. Il nostro occhio esperto ci farà capire quale di queste orme sarà quella giusta...
Si continua con piede discreto a seguire le nostre "orme in linea" per accorgersi che si tratta di una femmina....
Ma come è possibile ? Si domanderà qualcuno, che senz'altro non ha mai frequentato "l'ambiente", e non ha mai avuto insegnanti illustri e famosi quali il Sig. Gianfranco Iotti ed il Dott. Gianfranco Tirelli Prampolini, nostri "Professori" in quest'arte venatoria. Torniamo alla nostra "femmina" spiegando che in realtà è facile distinguerne il sesso poichè la volpe è un canide molto simile al domestico, perciò il comportamento di "marcare il territorio" con l'urina ( che troveremmo su tronchi
d' albero, arbusti o pietre) è comune nei maschi, come l'urinare chinandosi sul posteriore delle femmine ( preferendo il sentiero o la radura).
C'è chi sostiene che anche le feci abbiano dimensioni diverse ma, a nostro avviso è ancora una teoria tutta da dimostrare e poco sicura. Le feci però sono indispensabili per la certezza sia della presenza,sia delle abitudini alimentari della "rossa". Una valutazione delle feci ci dirà il tipo di alimentazione, se all'interno di esse troveremo penne o piume di galline significherà che il suo "areale" di caccià sarà indiscutibilmente un comodo pollaio,se troveremo mini ossa di mammifero significherà che la notte precedente la rossa ha cacciato topi,se invece trovassimo pelo lungo grigiastro significherà una " cena " a base di lepre o di coniglio selvatico ( dei quali è assidua cacciatrice).
Continuando a seguire le nostre orme, la volpe non cessa la sua caccia alla lepre, orme che ci mostrano anche ch'essa ha tentato un primo agguato, spostandosi sul lato destro del sentiero e nascostasi al riparo di un cespuglietto di pungitopo.... Agguato vano, non v'è traccia di collutazione nel manto circostante.
Ora le sue orme si avvicinano ad un vecchio cumulo di paglia, lasciata alle intemperie da tempo, sarà una caccia al topo ! ...
Si sa come una stoppia d'orzo non ancora arata, od un cumulo di paglia possano trasformarsi in fonte di approvvigionamento alimentare per la volpe, che frugandone l'interno può anche trovarvi un grosso insetto, un invertebrato.
Spesso usato come giaciglio invernale anche da lucertole e serpentelli vari, il cumulo di paglia si può definire una vera e propria "manna" per la volpe durante il rigido inverno.
Questi luoghi sono per la volpe una dispensa per i giorni di magra invernali, perciò i buchi tutt'attorno, la paglia sparsa sulla candida neve uniti a qualche macchiolina rossa ci confermarà se la caccia è avvenuta.
Da questo punto in poi le tracce ci riportano verso il bosco, ma non a ritroso sullo stesso sentiero , si spostano lateralmente verso il corso d'acqua, è facile dedurre che sia andata ad abbeverarsi, per poi seguirne il corso in salita, balzando qua e là non si è accorta di averci condotti alla sua tana !
Una tana già conosciuta, da noi che danni cacciamo nella zona, non è quindi necessario segnalarne l'ubicazione ( come di consueto con le nuove tane ), per poterla poi ritrovare in primavera, momento in cui si controllano le cucciolate ....
L'ispezione alle altre uscite della tana ci conferma ( probabilmente alla ricerca di altro cibo) ne è nuovamente uscita, questa volta da una galleria superiore...
Speriamo di essere più fortunati nelle prossime uscite così da poter utilizzare i nostri bravi bassotti da tana !

Erminia Mancuso e Franco Nironi.