Diario di caccia in Slovenia

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Mi sono spesso trovata ad ascoltare altrui esperienze di caccia all'estero, caccie divestre "dalle nostre" ed in special modo dalle mie "liguri ed emiliane", ciò ha fatto nascere in me il desiderio ....
Desideravo un'esperienza nuova, o meglio un'emozione nuova, su di un sevatico che non fosse cinghiale, volpe o lepre.
Essendo una donna non mi fu facile esere presa sul serio, quando comunicai la decisione di andare a "fare un cervo", tanto che alla vigiglia della partenza mio marito mi domandò quale fosse la mia meta, dato che stavo caricando cani e bagagli sulla 4x4 ....
Se devo essere sincera l'unico che mi prese sul serio fu Franco Nironi, mio esperto accompagnatore in questo viaggio, la cui meta fu il nord della Slovenia, proprio ai confini con l'Ungheria.
Lungo il viaggio ci riunimmo con l'altra parte della compagnia che proveniva dal centro Italia.
Nessuno nascose il suo stupore nel vedere in una compagnia di cacciatori una donna non in veste di accompagnatrice, bensì in quella di cacciatrice; impiegammo un tempo ragionevole per raggingere la Casa di Caccia, non perdemmo molto tempo con il pranzo, optammo per raggiungere i nostri alloggiamenti e cambiarci per la caccia .
Stefano, il guardiacaccia nostro accompagnatore venne a prenderci, e fu l'unico a non essere impressionato dal mio sesso, sinceramente non sapevo bene dove ci stessimo recando, sapevo che la mia arma per i giorni successivi l'aveva lui e non posi domande, ci addentrammo in una strada bianca che si inoltrava nel fitto di un bosco per emergere di tanto in tanto nella pianura coltivata a mais, frumento e barbabietole, era il tramonto orario giusto per veder uscire gli ungulati nel coltivo. Non percorremmo molta strada, scendemmo dall'auto in rigoroso silenzio, per proseguire in fila indiana attraversando dei campi di mais tagliati per raggiungere "Un'altana"!
Ecco, lo sapevo, avrei dovuto chiedere prima !! Io ho il terrore del vuoto, e poi l'altana sarà abbastanza robusta ? sarà marcia ? Questi furono i primi pensieri che in una frazione di secondo balenarono nella mia mente, il seguito fu un rapido calcolo della somma dei nostri pesi. Iniziai la scalata, rigorosamente muta, arrivai in cima e mi sedetti terrorizzata dagli scricchiolii prodotti dalla salita di Franco, come lo vidi arrivare pensai che se non ci fossimo mossi l'altana avrebbe dovuto "tenere" ma, proprio quando lui si sedette accanto a me udii nuovamente degli scricchiolii ritmici ... Oddio Stefano stava salendo !... Quando anche lui fu seduto iniziai a sperare che non dovesse passare molto tempo prima che un cervo si portasse a tiro, anche se si fosse trattato di una medaglia d'oro avrei premuto il grilletto, non badando alla spesa !
Ovviamente nessun cervo si fece vivo, uscirono invece diversi caprioli, continuando a beffarsi della mia segreta paura non si avvicinarono tanto da poter essere colpiti, intanto il buio incombeva ... un giovane caprioletto iniziò ad avvicinarsi come anche la notte, ad un certo punto Stefano mi sussurrò all'orecchio "se vuoi sparare prima che non si veda più , spara al capriolo non appena riesci a mirarlo", contemporaneamente Franco mi passò la carabina, mirai e sparai ! Il suono sordo prodotto (dall'impatto) mi fece immediatamente capire di averlo preso, ma il buio non mi permise di distinguerlo dal colore del mais tagliato .. L'unica cosa alla quale pensai ( prima di dire che era il mio primo capriolo) fu : ora si può scendere ! Il buio ci avvolse ancor prima di raggiungere il capriolo, ma dato che si contano i passi non appena giunti sulle spoglie del capriolo Stefano mi comunicò la distanza, 130 metri ! A cui aggiunse : sapevo che avrebbe sparato bene, lei è così calma !
Dopodichè iniziò il mio battesimo del capriolo, durante il quale Stefano e Franco oltre a recitare un'antica formula locale mi tinsero il volto col sangue dell'animale che per la prima volta avevo abbattuto, per rernder onore alle sue spoglie.
Il mio " caprioletto " abbattuto con un colpo da manuale,il mio volto "battezzato" ma, purtroppo la mia emozione non fu poi grande datosi che ero andata " a caccia di cervi" !